Nel nostro silenzio dimora la nostra verità: GUFO (2 parte)

Quel giorno il ragazzo era triste e malinconico, l’ho visto, sapete com’è, ad un gufo non sfugge niente.

Arrivai lì, lo guardai e lui mi salutò stanco. Gli ho chiesto cosa c’era che non andava e lui mi rispose: “Tutto”, non l’avevo mai visto così, non aveva forze. Allora sorrisi e gli dissi ridendo: “Vedi ahahah”, ma lui si arrabbiò e mi chiese: “Che vuoi capire te?”, così mi arrabbiai anche io e subito ci siamo fusi: siamo diventati una cosa unica e gli feci vedere quello che stava facendo. Gli dissi: “Vedi, questa è la tua energia e questa è quella dell’insieme: se ti perdi nella tua energia voli, mentre se ti perdi nell’energia dell’insieme cadi. E sai dove? Nella frustrazione. Ci vediamo domani se ce la fai a dormire perché temo che la mente oggi ha da dirti tante cose e – pensa un po’ – non sono nemmeno tue.”

Lui disse: “Come non sono le mie?” Allora gli risposi: “Vedi, l’essere umano è stato abituato alla divisione da quando è caduto nella dualità, allora dal cuore ha spostato la sua energia nella mente che – come sai – è fatta di due emisferi che si collegano a metà da un filo sottile e quel filo sottile richiama all’unità, ma tante volte i problemi derivano dalle diverse lingue e interpretazioni, quindi pensa che i problemi non ci siano e non pensare. Al di là dei giochi di parole, le persone credono di essere i propri pensieri e, come ti dicevo prima, i pensieri sono la divisione e da lì si crea il dialogo interiore tra l’emisfero destro che parla con il sinistro.

Mi piace usare le metafore: pensa di essere una palla, quindi immagina te stesso come un pallone; ci sono due squadre che giocano e vedi, già qua si crea la divisione. La vita è una partita di calcio dove l’arbitro è dio, si parte dai calci al pallone ai litigi di qua e di là, 1 a 0, pareggio e pensa tu sei solamente una palla, ma se non ci fossi non ci sarebbe il gioco.

La palla non sta da una parte o dall’altra, la palla è! Pensa che gli avversari siano i due emisferi (interno) e l’arbitro sia dio (esterno), fin qua ci sono le divisioni e c’è la palla che rappresenta l’unità. Se non ci fosse lei non ci sarebbe un’unione di due squadre in un campo, poi – vedi – c’è l’arbitro che è dio e qua ti faccio una piccola domanda: hai mai visto un arbitro dare un cartellino giallo alla palla? O rosso? O un avvertimento? La palla sai chi è? È il cuore e tu rispondimi: hai mai visto un cuore dividere?”

Sifer

 

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