Pepita e la farfalla

Pepita dormicchiava tranquilla in un prato, come tutti pomeriggi, all’ombra di un bellissimo albero da cui si faceva cullare ascoltando il fruscio delle foglie…. A volte apriva gli occhi per lasciarsi abbagliare da un raggio di sole, a volte lasciava che i pensieri tornassero al passato di quando viveva ancora con la sua famiglia. Era sempre stata trattata come una “stupidina” perché era diversa dagli altri fratelli… Un po’ immersa nei “suoi pensieri volanti” (almeno così l’avevano definita). Lei si sentiva diversa anche dai compagini di scuola o dalle amiche, perché i suoi interessi erano differenti. Se le altre ragazze volevano mettersi in mostra, lei voleva nascondersi; e se le altre pensavano ai ragazzi… lei pensava ad allenarsi per le gare. Anche nel mondo dello sport si sentiva diversa: tutti gareggiavano per vincere, lei gareggiava per sentirsi bene, per affermare sé stessa in un mondo dove era sempre stata considerata “strana”.     La cosa divertente è che vinceva le gare con una facilità incredibile, sicuramente con grande allenamento, ma di certo non si disperava a voler vincere a tutti i costi, desiderava piuttosto riuscire migliorare sé stessa ogni volta! Questa comunque è un’altra storia…. Torniamo a quel pomeriggio… Mentre Pepita si trastullava con uno dei suoi “pensieri volanti”, sentì come un rumore acuto e continuo nelle orecchie. Con gli occhi spalancati non vedeva nulla ed il suono diminuiva, ma ad occhi chiusi il suono aumentava di intensità. Sembrava che migliaia di piccole conchiglie si muovessero all’unisono dentro la sua testa. “Guarda che quel rumore viene da te!!” sentì una voce un po’ fastidiosa di fianco a lei.  Aperti gli occhi Pepita vide una farfalla grande come il palmo della mano che gli si posò sulla spalla e col viso imbronciato e continuò: “La vuoi smettere di auto commiserarti e aprire gli occhi?”   “Calma, calma, ho gli occhi aperti ora. Tu chi sei tanto per cominciare?” disse Pipita.  “Sono la tua possibilità”   “Cioè???”  “Sono la tua possibilità di Risvegliarti!”. “Guarda cara farfalla che sono sveglissima!” disse Pepita infastidita; “Sembra a te di esserlo”… rispose la farfalla con tono più dolce. “Ma c’è un mondo che non riesci a vedere. Sei qui tutti i giorni ad ascoltare il fruscio delle foglie ma non ascolti il richiamo del VENTO! “. In quel momento una voce…: “Sono tutt’intorno a te Pepita da sempre! Da quando sei nata mi prendo cura di te, ti guido e ti proteggo. Non ti abbandonerò mai perché amo te e ogni creatura vivente. Ti avvolgo e ti sostengo da sempre… Affidati all’Amore…” Per la prima volta Pepita aveva sentito quella voce soave e amorevole, eppure andava lì tutti giorni…Era il VENTO. Aveva solo ascoltato il chiacchiericcio delle foglie per tutti quegl’anni. La vocina un po’ fastidiosa incalzò “Mi chiamo Fiamma e sono pronta a mostrarti ciò che intendo, se avrai il coraggio e la determinazione che serviranno. Pepita guardò questa magnifica farfalla Blu, aveva delle sfumature di viola e di rosa e quando sbatteva le ali spargeva ovunque una pioggerellina dorata. “Non stare qui a rimuginare su un passato che no ha più senso” la invitò Fiamma, “Lo dici tu che non ha senso, mi ha fatto sentire inadeguata per molti anni!!” “Si sicuramente.. ma questo è il presente, non esiste più il passato, ma esiste un mondo che aspetta solo te. Seguimi!” disse Fiamma. Ella si alzò in volo, fece qualche piroetta inondando il prato di oro, e si diresse a tutta velocità verso il tronco del maestoso albero che le faceva ombra. “Attenta attenta” gridò Pepita, ma niente… Fiamma era già scomparsa dentro il tronco.  Pepita che nel frattempo si era alzata per seguirla, rimase smarrita. Mise la mano sul tronco dell’albero ma si rese conto che che la corteccia era dura, doveva aver sognato!!! Non poteva essere scomparsa così… Rimase con la mano appoggiata al tronco e chiuse gli occhi dispiaciuta, a quel punto sentì la voce di Fiamma “Ricorda: coraggio e determinazione…” Coraggio e determinazione… ripeteva nella mente Pepita… ma cosa significava?…… Si allontanò dal tronco enorme e cominciò a ripensare alle parole di Fiamma, ma la voce soave del VENTO s’intromise nei suoi pensieri sussurrando: ”Affidati all’Amore”. Pepita rimase immobile qualche secondo.. avrebbe potuto sdraiarsi e fingere che nulla fosse accaduto, come fosse uno dei suoi “pensieri volanti”, questa volta però sentiva qualcosa crescere in lei: il desiderio andare oltre. Si allontanò qualche metro, si girò verso il tronco dov’era scomparsa la farfalla, prese la rincorsa e… via di corsaaaaaa!!!!!! Si scaraventò con forza verso il tronco e……  pensando che al massimo avrebbe potuto perdere qualche dente per lo schianto… si Affidò all’Amore e… PUFF!!! Il silenzio. La luce. Un altro mondo. Un’altra dimensione, e lei che fluttuava. Era come sospesa e trasportata con dolcezza in un mondo pieno di colori, di oggetti strani che non aveva mai visto e persone che… ma si che le aveva viste quelle persone!!! Erano i suoi famigliari, i suoi amici!! Pepita strabuzzò gli occhi, erano loro solo con colori diversi. “Pepita, come stai?”  “Benissimo Fiamma ma che succede?” E la farfalla rispose: “Sono le persone che conosci, ma senza le “maschere” del tuo mondo che rende la vita così bassa energeticamente… Sono nella loro vera Essenza, nella loro potenza d’Amore; sono come sarebbero potuti essere se si fossero lasciati trasportare dal VENTO che li ama e li sostiene senza chiedere nulla in cambio. Sono come se non si fossero mai lasciati rapire dal potere o dalla cattiveria.” Fiamma continuò: ”Ma tu Pepita sei così. Quando guardo te nel loro mondo ti vedo piena di luce e di colori, perché quei tuoi “strani pensieri volanti” che hai sempre avuto, hanno fatto sì che non ti uniformassi al resto delle persone, ma che potessi spiccare il volo. Quindi ringrazia di essere così e torna nel tuo mondo con la consapevolezza che tu puoi ascoltare la voce del Vento, loro no. Li puoi aiutare però se ti ascoltano!” Fiamma sorrise dolcemente. “Ma come faccio!!! Disse Pepita, non ho la tua forza, la tua capacità di vedere”… In quel momento la Farfalla si posò sul cuore di Pepita e disse: ” Io sono una parte di te, e sei stata talmente determinata nel voler vedere, che mi hai spinta fuori da tuo cuore per risvegliarti.” Detto questo Fiamma penetrò il torace di Pepita e scomparve dentro di lei. Pepita non si era mai sentita così forte. Chiuse gli occhi…  penso di tornare indietro davanti all’albero, e così accadde. Poi richiuse gli occhi e volle tornare indietro nel tempo, a quando si sentiva isolata dal mondo e guardò tutto e tutti con occhi diversi e cambiò le cose migliorandole! Dopodiché  andò nel futuro, e migliorò le cose anche lì…. perché ovunque andasse ora, aveva la forza ed il coraggio di Fiamma dentro di lei, e l’amore del VENTO che la sosteneva sempre!

 

Monicsme

 

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